Bottalico sul Rapporto Italia

I dati Eurispes evidenziano il circolo vizioso tra impoverimento dei ceti medi, crisi della rappresentanza e deriva plebiscitaria della democrazia.

Ad una situazione sociale così drammatica, non si possono dare risposte populiste, con dei sistemi che esaltino le leadership per conto dei poteri forti

 

“Il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara ci ha fatto osservare in modo magistrale lo stretto legame che intercorre tra la «pauperizzazione» dei ceti medi, il venir meno della loro rappresentanza e l'affermarsi nella politica delle tendenze leaderistiche e plebiscitarie”. Questo il commento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, alla presentazione del 26° Rapporto Italia dell'Eurispes, avvenuta stamane a Roma.

 

“I dati sull'abbassamento del tenore di vita dei lavoratori sono impressionanti. La politica di austerità voluta dalla Bce sta portando alla deflazione e ad una forte diminuzione della domanda interna: il 30,8% degli Italiani, ci ricorda l'Eurispes, non riesce ad arrivare a fine mese, un altro 51,8% attinge ai propri risparmi per frenare la caduta del proprio livello di vita e circa tre Italiani su quattro (74,7) praticamente non riescono a risparmiare più nulla.

 

Con grande capacità di visione l'Eurispes definisce questa delicata situazione del Paese, in cui non mancano tuttavia molte ragioni di speranza, ma in cui il ceto medio arranca, una “società defluente”. C'è molto da riflettere e da rimboccarsi le maniche su quanto il presidente Fara ha ribadito: che siamo divenuti una società “dei tre terzi”, composta da un terzo di blindati e ricchi, un terzo da un ceto medio pauperizzato e un altro terzo di poveri. Ad una situazione sociale così drammatica, non si possono dare risposte populiste, con dei sistemi che esaltino le leadership per conto dei poteri forti, ma occorre ridare il primato alla rappresentanza, contare i voti di ciascuno secondo il principio una testa un voto, e dopo le elezioni costruire i governi facendo pesare sulla bilancia gli interessi diffusi dei ceti popolari e non limitandosi a ratificare le priorità imposte dai poteri economici e finanziari.

 

E non è certo – conclude Bottalico - con attacchi verbali violenti verso le istituzioni, come quello che ha avuto per oggetto il capo dello stato Giorgio Napolitano, cui ribadiamo tutta la solidarietà delle Acli, che si recupera la sfiducia dei cittadini vero la politica, ma con una nuova e concreta capacità progettuale”.