“Una protezione sociale sul modello di quella civile”

“Calo delle nascite, con il conseguente aumento dell'invecchiamento, e aumento della presenza degli stranieri in Italia. Saranno questo gli elementi sui quali basare il welfare del futuro”. Lo ha dichiarato Roberto Rossini, presedente nazionale delle Acli, nel corso del convegno “Sotto lo stesso welfare”.

 

L’incontro, organizzato dalle Acli, ha visto la partecipazione del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, di Emanuele Ranci Ortigosa, presidente emerito e direttore scientifico dell'Istituto per la Ricerca Sociale (IRS) e di Giovanni Battista Sgritta, professore emerito di Sociologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma.

Il Ministro Poletti, dopo aver ringraziato le Acli per l'attenzione e la continua opera di suggerimento all'azione di Governo, ha lanciato l’idea di una rete di protezione sociale, in analogia con quella di Protezione Civile, che unisca le competenze e le professionalità già presenti perché “la politica – ha ricordato il Ministro - deve confrontarsi con i contesti attuali e con le esigenze che essi rappresentano nel quotidiano".

“Dobbiamo provare a ripensare il welfare in termini sistemici – ha aggiunto Rossini – per cercare nuove sintesi, in particolare tra lavoro e vita. Il dibattito sui voucher – in questo senso – dice di un certo riduzionismo. Noi – ha concluso il presidente delle Acli – siamo disposti ad offrirci come interlocutori per costruire un percorso che non è semplice ma che non è neppure rimandabile”.

 

 “Nella società dei consumi – ha aggiunto Antonio Russo, consigliere di presidenza nazionale Acli, con delega al welfare - la sensazione è che alla disuguaglianza ci stiamo abituando al punto che non suscita più stupore e tanto meno indignazione. Quasi fosse un ineluttabile destino. La società cambia, ma il sistema di assistenza sociale rimane fisso. Ci chiediamo – continua Russo - se esso sia abbastanza flessibile, duttile, capace di adattarsi a questi cambiamenti, di prevederli e anticiparli. In futuro potremmo trovarci di fronte ad una sostanziale asimmetria tra il corso di vita e il tradizionale sistema del welfare”.