Donna, è grande la tua fede

La liturgia ci mostra come la preghiera di chi ha fede in Gesù è capace di muovere il suo cuore e realizzare ciò che si chiede.

Gesù ha deciso di ritirarsi fuori di Israele, al nord, l’attuale Libano.

 

Però la sua fama lo raggiunge anche qui, quando una donna gli si fa incontro gridando a gran voce. Essa vuole che Gesù, di cui riconosce la discendenza da Davide, guarisca la figlia posseduta da un demonio.

 

Gesù assume un atteggiamento molto duro nei confronti della donna. Possiamo senz’altro pensare che l’antica e secolare rivalità con gli abitanti di Canaan da parte degli ebrei faccia qui capolino nel racconto di Matteo. Certamente gli ebrei consideravano i cananei come dei pagani e li disprezzavano molto, chiamandoli anche cani, a causa del culto a Baal e ad Astarte, dei della fertilità.

 

Gesù però non risponde una parola alla supplica della donna, perché ritiene che non lo riconosca come il Messia inviato da Dio, pur essendo riconosciuto dalla donna come discendente di Davide.

 

I discepoli si intromettono infastiditi per le grida della donna (simili a quelle della vedova importuna, cfr. Lc 18,1-8) che attireranno sicuramente l’attenzione della gente, mentre loro volevano passare inosservati e restare tranquilli.

 

Gesù risponde ai discepoli istruendoli sul fatto che la sua missione, di annuncio del vangelo e della conversione a Dio, comprende solo Israele, in quanto solo gli ebrei possono accogliere il suo messaggio. Gli altri popoli non conoscono il Signore e sarebbe necessaria un’altra strategia missionaria.

 

Ma la donna, prendendo coraggio dal sostegno dei discepoli, fa un’affermazione che tocca il cuore di Gesù, poiché esce dalla madre che si preoccupa per sua figlia: «Signore, aiutami». Qui la donna si rivolge direttamente a Gesù, scavalcando le divisioni e la tradizione, con un appello diretto alla compassione di Gesù. Gesù comincia allora un dialogo per mettere alla prova la fiducia della donna nella sua persona: se lui porta la vita ad Israele, come questa si può condividere senza diminuirla? La donna riconosce la verità di Gesù e tuttavia insiste, dicendo che gli scarti di ciò che è destinato ad Israele sono sufficienti per dare vita anche fuori d’Israele.

 

Gesù riconosce che la donna ha una vera fede in lui. Superando le differenze culturali religiose e storiche tra Canaan e Israele, la donna riconosce in Gesù colui che può esaudire il suo desiderio di vita per la figlia. Gesù realizza così il desiderio della donna.

 

 

 

17 agosto 2014 - XX Domenica del tempo ordinario - Anno A

 

Matteo 15,21-28

 

In quel tempo, 21 partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. 22 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola.

 

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». 24 Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

 

25 Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami». 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

 

28 Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

 

Scritto da Marco Bonarini